Un nuovo inizio! Il racconto dei sogni

Mi presento sono A, questo blog tratterà di un po’ di tutto: dalla cucina, agli hobby, alle idee, a racconti e a molto altro. Insomma un modo come tanti altri di passare il tempo e condividere informazioni con chi ha la pazienza di trovare quei 5 minuti per leggere le cose che scrivo, se pur delle cavolate.

Iniziamo con un bel racconto sui sogni. C’è chi dice che siano il riflesso di ciò che non esprimiamo da svegli e chi dice che è tutta colpa di un qualsivoglia cibo pesante assunto prima di addormentarsi. Un bel bicchiere di latte e via a letto!

Mi trovavo alla fermata dell’autobus intenta ad aspettare il mezzo che mi avrebbe condotta in centro per un impegno impotantissimo. In un qualche modo mi distraggo(sono un tipo attenta ai particolari e quando vedo qualcosa di strano mi blocco a rimuginarci sopra!), fisso la strada, fisso i pedoni e la fermata, insomma non mi accorgo che davanti a me c’è l’autobus che aspettavo, la porta è chiusa! Busso sulla porta e il conducente mi apre, ma nella frenesia non faccio in tempo a salire che subito le porte si richiudono dietro di me, e io agitata perdo l’equilibrio e mi appoggio alle porte, nessuno sembra notare questo neanche il ragazzo difronte a me. Queste iniziano a buonare un ripetitivo bip assordante finchè non mi raddrizzo e mi stacco da queste. Nel mentre mi accorgo che vi sono i controllori che richiedono il biglietto e quando si rivolgono a me, io in imbarazzo rispondo, “se mi vede timbrare il biglietto è perchè sono appena salita non per altro motivo”(in questo sogno avevo il dovere di spiegarmi con loro per evitare che pensassero che fossi una di quelle persone da corsa gratis e via), loro annuiscono senza problemi.

Dopo aver timbrato ed essermi tranquillizzata mi siedo difianco a una anziana signora, un bambino e il controllore, quando a un tratto il bambino mi mostra tutto contento una pistola e su suggerimento del controllore su come fare per sparare un colpo, la punta sullo spazio sopra la mia testa. Subito reagisco per paura di essere colpita e nel impulso di scostarmi afferro un ragazzo lì vicino e lo tiro via insieme a me. Mi volto verso il bambino che spara e mi accorgo che due ragazzi della mia stessa età mi fissano(di cui uno è il ragazzo che ho trascinato un istante prima e l’altro è suo fratello?! anche se non ho idea del perchè so questa cosa), io imbarazzata subito mi scuso e lo lascio e tutto nella norma come se niente fosse successo. In tutto il trambusto mi accorgo che sono arrivata in centro e scendo alla fermata davanti a un portico immenso che caraterizza il centro. Qui mi guardo intorno e vedo un enorme caos di ragazzi e adulti smistati in gruppi nell attesa delle proprie guide d’arte(arte?? si un’altra cosa che non ho idea sul come faccia io a saperla) e mi accorgo che vicino al muro del portico vi è un ragazzo che suona la chitarra, io mi inginocchio davanti a lui (già seduto in terra come per chiedere l’elemosina), mi fissa e dice “ti prego…almeno tu! Ti prego! Riconoscimi”, e io un attimo spiazzata non capisco e poi gli sussurro, “non ti preoccupare ti riconoscerò, suona pure e sii in pace con te stesso”. Mi alzo e continuo a camminare seguendo il portico, svolto a destra e dopo mezz’ora vedo un gruppo che riconosco essere(non so come) il gruppo con la guida che serviva a me. La guida del mio gruppo è intenta a fare l’appello e nel mentre che dice i nomi chiede con voce alta di rispondere presente. Il mio nome è il terzo e io rispondo “presenteeeeeeee!!!” tutta agitata. La guida si avvicina e con un sogghigno mi accusa  “sei veramente in ritardo, non dovevi stare alla fermata dall’altra parte del portico a mangiare e bere, puzzi di alcol” e io mi altero pesantemente (che diavolo dice???Io che bevo? So di essere in ritardo e mi fermo a mangiare, ma cosa???) “Con chi diavolo pensa di parlare? E chi diamine pensa di essere? Io non ho mai fatto queste cose di cui mi accusa!” Gli altri presenti mi fissano con gli occhi vitrei come se non vedessero realmente quello che sta succedendo e in un batter d’occhio la guida cambia comportamento e annuncia la pausa pranzo(cioè sono appena arrivata ed è ora di pranzo? Cosa diamine succede a queste persone). Ripercorro come se niente fosse il portico e ritorno a vedere se il musicista c’è ancora (in quanto sembra l’unico con cui potrei parlare visto che mi conosce), ma non c’è. Torno dal gruppo, pausa pranzo già finita nonostante non abbia fatto in tempo a fare 5 passi e a mangiare qualcosa. Il sogno si conclude con l’immagine di me stessa con un foglio in mano nell’intento di colorare un disegno che raffigura una ragazza inginocchiata con indosso un abito lungo e a balze. Il mio unico pensiero era che la mia tecnica di colorazione se pur non speciale sarebbe risultata la migliore. Mi sono svegliata.

Ecco questo è uno dei miei soliti sogni confusi che ho voluto condividere come racconto! Fatemi sapere se anche a voi capita di sognare cose assurde e persone mai viste e di svegliarvi più stanchi di prima!

A.

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5 pensieri su “Un nuovo inizio! Il racconto dei sogni

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