Cigno appiccicaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Quando ero mooolto più piccola adoravo ascoltare le fiabe sonore prima di andare a dormire,e ancora ora ricordo quasi tutte le fiabe che ascoltavo.

Così in questi giorni ripensandoci me ne è tornata in mente una che adoravo, e cercando e cercando in internet, mi sono resa conto che non è poi così semplice ritrovare quelle stesse fiabe che conoscevo. Così ho pensato perchè non farne un articolo? O magari anche una vera e propria sezione in cui ogni tanto condividere fiabe.

E badate,  tanto si sa, che siate grandi o piccini non importa, le fiabe sempre vi piaceranno, e così quando incontrerete una bambino o vi nasceranno parenti piccini piccini saprete cosa raccontargli!

CIGNO! APPICCICA!!!!!!!!!!!!!!

C’era una volta un ragazzo molto buono e molto povero di nome Goffredo. Non aveva nemmeno un soldino per comprarsi un gelato, e in paese tutti lo prendevano in giro. Avrei voluto vedere loro nei panni del povero Goffredo! I suoi due fratelli ogni giorno lo mandavano a raccogliere legna nei boschi, e guai se le fascine erano poche! Voi direte ma non è divertente far legna? Niente affatto, ci si stanca molto e sulle mani vengono certe bolle! Vero Goffredo?

Goffredo – Il bosco è molto bello, e a primavera gli uccellini lo rallegrano, ma per me, che ci vado tutti i giorni a faticare non è divertente!

Una mattina in cui Goffredo era più sconsolato del solito, nel bosco incontrò una vecchina…

Vecchina – Povero Goffredo, nessuno si prende cura di te…Perchè non te ne vai?

Goffredo- E dove, buona vecchina? Non ho nemmeno una bicicletta

Vecchina – Non importa se non hai la bicicletta, puoi andare a piedi piano piano. I tuoi zoccoli non sono certo veloci, ma ti porteranno in cerca di fortuna.

Goffredo dopo aver portato la legna a casa decise, con grande coraggio, che sarebbe stata l’ultima volta e il mattino seguente, partì di buon passo. Passò un momento a guardare il paesello dove aveva passato la fanciullezza e via!…Per dove? In quel momento non aveva le idee chiare e strada facendo incontrò di nuovo la vecchina del giorno precedente.

Vecchina- Sono contenta Gofferdo che ti sia deciso. Hai fatto bene. Adesso ti dirò io cosa devi fare. Conosci il pero della filastrocca?

Goffredo – Il pero?  Ah quello: “Pero melo dimmi il vero, non mi dire una bugia, bada bene che ci sia?”

Vecchina – Proprio quello lì! Recati nel campo dove cresce la pianta e vedrai che ai suoi piedi ci sarà un uomo che dorme, e accanto, legato all’albero, un bel cigno. Tu prendi il cigno e scappa. E’ un cigno fatato e se qualcuno te lo tocca e tu dici: “Cigno, Appiccica!” il malcapitato resta appiccicato al cigno.

Goffredo – Che ridere!!

Vecchina – Appunto! Quando avrai catturato un buon numero di persone, vai verso la capitale del regno: la figlia del re non ride da una decina di anni, tanto da essere soprannominata “la musona”. Se non riderà vedendo te e il tuo corteo, credo proprio che non riderà più in vita sua. Ah e un’ultima cosa: una volta che la principessa avrà riso, tocca le persone con questa bacchetta ed esse saranno libere.

Goffredo – vedrò se riuscirò a far ridere la principessa.

Ripreso il cammino, arrivl al pero, e zitto zitto, sciolse il cigno e se ne andò.

Poco dopo passando davanti a una casa in construzione, un manovale vollè toccare il cigno. “cigno appiccica” e il manovale con la faccia sporca di gesso rimase attaccato.

Manovale – Aiutoooo!! Non posso staccarmi!

Caterina – Che ridere!!! Manovale, che ci fai attaccato a quel cigno??

Manovale – Caterina! Invece di ridere, prendimi la mano e cerca di liberarmi!!

La ragazza toccò il manovale e anche lei rimase appiccicata. Goffredo riprese la sua marcia mentre gli altri due continuavano a contorcersi per liberarsi.

Abbiam catturato un manovale e Caterina e adesso cigno-appiccica chi catturerà?

Ed ecco uno spazzacamino, nero come il carbone…che non appena vide quella scena si mise a ridere.

Spazzacamino – Caterina! Cosa fai lì??! Giochi al trenino??

Caterina – Oh spazzacamino, vieni a liberarmi!

Spazzacamino – Eccomi, eccomi!!

“Cigno appiccica”

Abbiam catturato un manovale, Caterina e uno spazzacamino e ora cigno-appiccica chi catturerà?

Passando per la piazza del paese, dove si esibivano dei saltimbanchi, un pagliaccio vedendoli passare si informò…

Pagliaccio – Uè uè uè ma che succede?? Spazzacamino dove vai??

Spazzacamino – E’ Caterina che mi tiene stretto e non mi lascia andare!

Caterina – E’ il manovale che mi tiene stretta e non mi lascia andare!

Manovale – E’ questo cigno che non mi lascia andare!

Pagliaccio – Ora vi libero io, ecco qua!

“cigno appiccica”

Abbiamo catturato un manovale e Caterina, uno spazzacamino e un pagliaccio con il panciotto a poins e adesso cigno-appiccica chi catturerà?

Tra la gente che assisteva e rideva vi un funzionario di stato, grosso e rotondo come una palla.

Funzionario – Qui c’è qualcosa che non va! Schiamazzi e disordini che io non posso permettere! Vi consegnerò tutti alla polizia!

E afferrò la giubba del pagliaccio…”cigno appiccica” e rimase attaccato pure lui,  la moglie del funzionario, alta e magrissima, si attaccò al braccio del marito per liberarlo, ma rimase attaccata pure lei!

Abbiamo catturato un manovale e Caterina, uno spazzacamino e un pagliaccio con il panciotto a poins, un funzionario e sua moglie secca, e adesso il cigno-appiccica chi catturerà?

Goffredo proseguì la sua strada alla testa della catena, che sembrava formata da un gruppo di matti, e giunse presto in vista della capitale. Ed ecco che sulla strada arriva una magnifica carrozza, dalla quale si affacciava una giovinetta graziosa, ma così triste che guardandola in viso veniva voglia di piangere, ed accompagnata da altrettanti servi tristi. Quando la carrozza giunse all’altezza dello strano corteo la giovinetta, che era proprio la figlia del re, cominciò a ridere, ma a ridere così tanto che non finiva più.

La fanciulla scese dalla carrozza per poter vedere meglio e, ogni volta che guardava lo strano corteo. in cui tutti si contorcevano per liberarsi, scoppiava in una nuova risata e alla fine si rivolse a Goffredo.

Principessa – Ahahahah voglio che tu venga alla corte con me, per far vedere a mio padre tutto questo! E’ divertentissimo!

Arrivati alla corte, quando il Re li vide, si mise così tanto a ridere che il medico di corte si preoccupò per la sua salute cagionevole

Re- Senti un po’! Sai quale ricompensa ti spetta per essere riuscito a far ridere mia figlia?

Goffredo – Vediamo…un cavallo bianco?

Re –  No, mille fiorini o una bella tenuta a tua scelta.

Goffredo – Scelgo la tenuta! E adesso maestà preparatevi a fare un’altra risata!

Toccò con la bacchetta tutti i membri del corteo e per magia…

Abbiamo liberato un manovale e Caterina, uno spazzacamino e un pagliaccio con il panciotto a poins, un funzionario e sua moglie secca, e adesso cigno-appiccica chi catturerà?

Proprio così, il cigno stava per catturare qualcun altro….e la principessa sorridendo avvicinò la mano per toccarlo…

Goffredo – Cigno appiccica!

E la principessa restò prigioniera e ridendo…

Principessa – Goffredo non mi spiace essere catturata dal cigno, questo vuol dire che desideri che io venga con te, nella tua nuova tenuta. Bene, sia…Chiederò a mio padre il re il consenso per le nozze. il Re acconsentì e Goffredo con grande commozione…

Goffredo – Grazie principessa! Accetto di tutto cuore. E subito dopo le nozze partiremo per il nostro castello e porteremo con noi la buona vecchina che ha fatto la mia fortuna, alla quale devo anche ridare la bacchetta, non dimentichiamolo!

E finisce così questa favola, un po’ incasinata, ma alla fin fine divertente. Io che ho il libro illustrato posso vederne le espressioni, ma a voi non viene da sorridere pensando alle facce di quei poveretti rimasti appicicati?

Beh, fatemi sapere che ne pensate! Eeeeeeeh non vi scordate un buon bicchiere di latte caldo e il cuscino per un buon sonnellino!

A.

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