Ti porterò con me al castello errante di Howl

Dopo aver partecipato a un sondaggio su “Quale Ghibli scegliere” sulla pagina che seguo di “Operazione Nerd” è emerso che è uno dei film anime ritenuto più bello, tra le persone che seguono la casa produttrice Ghibli.

E parlandone, palrandone, ieri notte sono finita con il rivedermi tutto il
film. Mi mancava. E’ stato uno dei primi film dello studio ghibli che vidi
quando ero piccola e mi ricordo ancora:

“Era la vigilia di Natale ed era molto tardi. Mia madre era ancora sveglia ed
era in sala che guardava delle cose al computer, senza prestare attenzione a
ciò che davano in televisione. Io passai per la sala e guardando cosa stava
vedendo in tv, vidi un cartone animato(perchè aimè a quel tempo ancora non sapevo nemmeno minimamente cosa fosse un anime), guardai il titolo e lessi “Il castello errante di Howl”. Non passò molto che da semplice curiosità mi sedetti e me lo guardai tutto. Era una delle cose più belle che avessi mai visto tipo da fare la bocca ad o e fare waaaawww”

Purtroppo non posso spoilerare niente, sennò vi racconterei anche in che scena iniziai a vederlo!

Ma torniamo a noi cosa è Il castello errante di Howl?

Ebbene è un film d’animazione giapponese del 2004, diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. Il tutto tratto dal romanzo omonimo del 1986 di Diana Wynne Jones, pubblicato in Italia nel 2013 da Kappalab.

Come molte delle opere di Miyazaki (di cui magari vi parlerò in un altro articolo) ha come protagonista una ragazza. Le ambientazioni ricordano per vestiti e architetture l’Europa di inizio 900, con l’unica eccezione della presenza di magia!

Prende ispirazione dall’Alsazia degli anni precedenti alla prima guerra mondiale. Molti particolari sono identici a quelli della città alsaziana di Colmar,forte fonte di ispirazione per l’ambientazione del film. Riecheggia la Vienna imperiale dell’800, con automobili e le macchine da guerra volanti mosse dalla forza del vapore e caratterizzano l’opera come appartenente al filone steampunk(genere molto diffuso negli ultimi anni).

Trama
Ci troviamo agli inizi di una delle più grandi guerre del mondo per cui vi è un continuo passare di macchine da guerra, ed è proprio qui che vive Sophie, una ragazza appassionata del suo lavoro grazie alla quale a 18 anni gli permette di dirigere il negozio che gli ha lasciato il padre defunto. Passa il suo tempo tra casa e negozio. In quei giorni si diceva che il famoso incantatore Howl fosse in città, dopo essere stato chiamato dal re per la guerra. Famoso perchè si diceva che prendeva l’anima delle ragazze che gli si innamoravano e che gli mangiasse il cuore. Ma tutto questo non faceva nè caldo nè freddo alla nostra Sophie. Mentre va al negozio da sua sorella viene importunata da due gendarmi e qui, lei, conoscerà per la prima volta il nostro bellissimo mago, rimanendone incantata. Ma il malaugurato incontro la farà cadere in un vortice di avventure che non si sarebbe mai sognata.

“Il film è stato un successo al box office, incassando nel solo Giappone la cifra di 190 milioni di dollari e raggiungendo un incasso mondiale di 235,184,110$, diventando così, insieme a La città incantata, uno dei film dello Studio Ghibli di maggior successo”

Quindi con tutto questo incasso avete un motivo in più per vederelo!!

Inoltre ha ricevuto  critica e recensioni molto positive, che lo hanno anche portato a garantirsi premi come, tra i più importanti: il leone d’oro alla cariera e una nomination agli Oscar.

Come ogni libro – film le differenze non mancano, e vi invito a leggere sia il libro (cosa che presto farò anche io) che a vedere il film, così da potersi rendere conto di come è questo mondo!

P.s u.u adoro il fuocherello del film!

Ditemi cosa ne pensate e se mai lo vedrete, byeee

A.

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7 pensieri riguardo “Ti porterò con me al castello errante di Howl

  1. Complice la non brillante distribuzione italiana di qualche anno fa, Howl è stato il primo film Ghibli che ho visto… e a posteriori credo sia stata una buona coincidenza, visto che, a livello estetico e narrativo è forse l’opera con più rimandi occidentali dello Studio… un modo quindi per calarsi per gradi nella particolare sensibilità nipponica e nei suoi grandi temi, primo fra tutti la correlazione diretta fra ecologia e animismo, ovvero, per usare una perifrasi, tra rispetto dell’ambiente e la spiritualità insita nella natura… 🙂

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  2. Il bello dei film Ghibli è anche questa particolare universalità, nel senso che, pur restando unici nel loro genere, riescono a parlare a tutti, indipendentemente dalla cultura di provenienza, o dall’età anagrafica… it’s magic 😉

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