Leggenda di Bianca di Collalto – la ragazza dal vestito bianco – la gelosia della moglie

Uff quanta umidità che c’è in questo castello, il mio povero vestito bianco si rovinerà tutto con questa polvere, e sì, che lo avevo detto alle ragazze di
prestare attenzione a come facevano svolazzare i loro spolverini e al modo in cui si prestavano a togliere la polvere da mobili e piani del castello.
Continuamente mi chiedo dove siano finiti tutti…sono giovane eppure la mia memoria se ne va svanendo.
Oh, questo rumore, non sarà mica il conte che sta tornando a cavallo dalle sue innumerevoli escursioni? No….mi pare più l’ululato del vento nei rami
in torno al giardino..
La mia memoria si sta facendo bianca come il vestito che indosso e chiara come i miei lunghi capelli, raccolti da questi incantevoli fiori lilà
che si intonano ai miei occhi…ma mai mi scorderò quel giorno in cui le famiglie si unirono in questo grande castello.

-Bianca, bianca! E’ il grande giorno! La figlia dei signori Da Camino si trasferirà qui! Dopo il grande matrimonio vostra signora verrà qui ad abitare con il Conte, e indovina?! Ho sentito che tu sarai la sua ancella!!
-C-cosa?? Io?? Ma- ma non ho abbastanza esperienza per servire vostra signora!
-Il Conte lo ha voluto! Dice che sarai tu l’ancella della moglie e che sarai a capo di tutte le serve donne del castello! Non è splendido?

Erano secoli che nell’entroterrà della Repubblica di Venezia i Da Camino di Ceneda e i Collato di Treviso erano in lotta e finalmente in questo
fiorente anno si era riusciti ad arrivare a un trattato di pace comune. Il Conte Tolberto dei Collato avrebbe preso in sposa la figlia dei Da Camino la
Contessa Chiara.

Il matrimonio si era tenuto da qualche settimana e già si diffondevano innumerevoli voci sulla coppia degli sposini.
Non potevo che essere contenta per Tolberto, lo conosco da quando suo padre ci allevò insieme sotto lo stesso tetto, accettado me, orfana dei
precedenti servitori più fedeli del conte. Ah gli anni passati andando a cavallo nelle terre e a vederlo allenarsi con la spada, siamo diventati grandi amici e ora lui si è sposato, non posso che esserne felice.

-Su Bianca che aspetti? Muovi quella spazzola che i miei capelli già si stanno increspando con l’umidità di questo castello! Sono mesi ormai che ci abito e ancora non me ne capacito. Un’umidità così non vi era neanche nelle stalle dei servitori, nel mio vecchio palazzo.
-Vostra signora ha degli splendidi capelli, oltre a spazzolarli vuole che glieli intrecci? Così che non si rovinino durante il sonno?
-Non dire sciocchezze! I capelli di noi altri sono famosi per rimanere al proprio posto anche nelle serate più particolari, se tu capisci che intendo! E poi ho sentito dire che il conte ama i capelli sciolti ed è per questo che molte ancelle stupidotte li tengono così per far piacere a lui. Ma ormai è mio, non è forse così?
-Si signora Chiara è proprio così…vostro marito vi è molto fedele e non si dice altro.
-Ahahha, certo chi altro se non tu? Che sai così tante cose…sai me lo hanno raccontato che siete cresciuti insieme…ma sia chiaro, se ti dovessi trovare con le mani sul mio caro marito, te ne farò pentire amaramente!
-Si, signora. Non si preoccupi….suo marito nessuno glielo tocca.

Ebbene si, vostra signora Chiara era la gelosia fatta a persona. Quando girava a braccetto con Tolberto per il castello guardava malevolmente tutte
le serve che incrociavano…credo sia il riflesso del fatto che senta che il loro matrimonio non è altro che politica e non amore. E’ più il tempo che
entrambi passano nelle loro stanze separati che il resto.

Ma venne il giorno in cui nonostante la pace protrattasi dopo il matrimonio iniziarono nuove faide all’esterno delle mura del castello. Impazzavano le guerre e noialtri non potevamo che parteciparvi…

E proprio quella sera, mentre mi trovavo nelle stanze di vostra signora a prepararla per la notte,  un insistente bussare mi procurò un’intensa
preoccupazione.

-Ma insomma! Come osate! E’ già una certa ora per fare un tal baccano! Bianca su, senti chi è e apri.

Mi avvicinai alla porta e aprendola vidi il servo del conte.

-Bianca, presto! Il Conte vuole parlare con la moglie e con voi stessa. Impervia una nuova battaglia al di fuori del castello e vostro signore è urgente che vi prenda parte! Presto!

Lo vidi arrivare dal corridoio…dio quanto era bello, ultimamente pochissime erano le volte in cui lo vedevo per il castello e stasera in tenuta da battaglia era fiero nel suo completo e aveva uno sguardo sicuro di se: alto, con una musculatura base per chi pratica spada, di un castano dorato con splendidi occhi azzurri. Gli sorrisi e lo feci entrare..

-Mia cara Chiara la battaglia richiede che io mi presti a farne parte o dovremo fare i bagagli e partire per una terra non nostra.
-Cosa?? Seriamente? Che cosa sconvolgente! O mio caro, o mio amore!

Mi girai da una parte per non sembrare invadente in quello che era la dimostrazione di amore di vostra signora…era imbarazzante anche solo sentirne i rumori…

-Cara precedimi, voglio salutare anche Bianca, sarà questione di poco.
-Si…Caro.

Mi guardò malissimo uscendo, con il suo sguardo di fuoco.
Lui avvicinò la porta e mi si avvicinò per abbracciarmi. Non mi accorsi che dai miei occhi candide lacrime stavano scorrendo…

-Bianca, no…non piangere. Lo sai da quando siamo bambini ti feci promessa che mai mi sarebbe successo qualcosa combattendo per tutti noi. E’ l’amore per la mia gente che mi guida..Tornerò presto e allora le lacrime saranno di gioia per la festa che daremo.
-Si…abbi cura di te..

Lo vidi partire a cavallo quel giorno…e già ero in pensiero per lui. Che ne sarebbe stato se fosse morto?
La porta si aprì di colpo, un gruppo di guardie prorubbe all’interno e vostra signora Chiara fece il suo ingresso nella mia stanza..

-Oh Bianca, mia cara. Che stanza brutta che hai…Poco importa! Ahhah, Ti avevo avvertita di tenere giù le mani da ciò che non è tuo. Mio marito è
mio! MIO! Capisci? Ah no, che non capisci! Ma ci penserò io, come ho pensato a tutte le tue amichette: la Doria accidentalmente caduta in un pozzo, la mary avvelenatasi con una rara pianta e tutte le altre. E tu…tu che dovresti essere la mia dama…Hai osato avere una storia con mio marito.
-Cosa? Io? Io non ho proprio fatto niente, non vi è nessuna storia!
-NON negare. Vi ho visti riflessi nello specchio delle mie stanze…l’abbraccio amorevole, che neanche a me concede. Il bacio sulla guancia…le tue lacrime. Che vergogna.
-Vi giuro che non è come pensate…Io non…
-Catturatela! E come detto prima….muratela nella cella. Così la tua bellezza si preserverà per sempre non credi? Ahahahha e nessuno ti troverà mai!

*un urlo proruppe dall’scurità*
Mi aggrappo incerta al mobile del angolo…La mia memoria è tornata…Io…io….sono…morta…allora…MORTA…

Dopo essere stata rinchiusa e murata non potei altro che consumarmi nel pianto..morii di fame, di sete, di freddo. E nessuno mi ha mai
trovato…Nessuno…Nonostante urlassi fino a svenire…Potei solo sentire le urla di vostra signora Chiara quando venne cacciata dal castello…
Anzi sono sicura che lo vidi… Lei e i servi che si era portata dietro..con la minaccia di morte se mai si fosse ripresentata lei e la sua cattiveria.

Lui tornò dopo un anno dalla partenza, fece di tutto per cercarmi, ma non mi trovò. Sestino vuole che qualcuno gli disse quel che era successo.. Gli stetti al fianco per molto tempo, ma non potei mai toccarlo,
nè parlargli…

E così la mia condanna è questa…ora ricordo..E’ secoli e secoli che vago per il castello…forse verrà il giorno in cui qualcuno mi troverà e il mio
spirito in pace sarà.

PRIMO RACCONTO CHE TROVERETE ANCHE SUL SITO —>http://loscrivodame.com/

Su gentile concessione del proprietario! xP

Ho creato un racconto sulla leggenda di Bianca di Collalto. Che pare, si una storia vera. Innumerevoli sono le testimonianze tramandate e le apparizioni del fantasma della ragazza nel castello.

Il fatto che ianca abbia avuto una vera storia con il Conte non è certo, si sa solo che lei lo vedeva sotto una buona luce, in quanto vi era cresciuta assieme.

Il finale della storia vuole che il Conte se la sia presa con la moglie scacciandola e un altro invece che non gli abbia fatto nè caldo nè freddo…

Insomma a voi la parola!!

A.

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