Cosa vi viene in mente se vi nomino Coco? Una delle donne con la vita più avventurosa di un protagonista fantasy? No? Beh…10 gennaio 1971 scomparve lei…

  • L’influenza degli anni di vita monaca le suore hanno ispirato in Mademoiselle l’«amore per il bianco ed il nero» e l’«austerità»
  • cantante, nacque qui il nome Coco
  • Unico negozio rimasto aperto durante la guerra, attinse il suo stile dal genere umano
  • Conobbe Picasso
  • Lanciò la moda del capello corto
  • Interesse nel tweed scozzese
  • Fece uscire il profumo di nome Chenel n°5 – 5 come numero preferito o quinta essenza era stato originalmente prodotto in Russia e lei lo sceglie.
  • Protagonista della rivoluzione femminile
  • Gioielli
  • Costumista teatro e cinema
  • Fece uso di un farmaco a base di morfina
  • Spia nell’operazione  Modellhut
  • Lavorò a contatto con Dior
  • Taileur in tweed
  • La borsa a tracolla trapuntata

Coco Chanel ovvero Gabrielle Bonheur Chanel. Poche sono le informazioni sulla sua infanzia: nacque il 19 agosto 1883 in un ospizio dei poveri. Frequenti furono i trasferimenti.
Dopo il matrimonio dei genitori, con il concepimento di altri due fratelli, la madre morì con l’ultimo parto e il padre sebbene avesse promesso di prendersi cura di loro li lasciò alla nonna.

I fratelli vennero mandati a lavorare presso un’azienda agricola mentre lei e la sorella julie, furono mandate dalle suore dove a occuparsi degli orfani c’erano acnhe gli zii.
Nelle collezioni di Chanel si può percepire l’influenza degli anni di vita monaca le suore hanno ispirato in Mademoiselle l’«amore per il bianco ed il nero» e l’«austerità»

Superato il limite di età per restare all’orfanotrofio, Julie e Gabrielle vennero mandate presso una scuola di apprendimento delle arti domestiche di Notre Dame.

Coco compì diciotto anni nel 1901 e iniziò a lavorare come commessa a Moulin, presso il negozio di biancheria e maglieria Maison Grampayre. Lì mise a punto le nozioni di cucito apprese dalle suore di Notre Dame e approfondite con zia Louise.
Intraprese una breve carriera come cantante presso un caffè-concerto. Sembra che il soprannome Coco derivi dalla canzone Qui qu’a vu Coco?, in cui Gabrielle si esibiva(anche se, come vuole la mitologia Chanel, esistono più versioni anche per quanto riguarda questo particolare).
La prima svolta nella vita di Gabrielle è l’incontro con il suo primo amante, Etienne de Balsan. Balsan fu anche il primo finanziatore della stilista. Figlio di imprenditori tessili, e ufficiale di cavalleria, Balsan invitò Chanel a trasferirsi presso il suo castello a Royallieu, nel 1908.

Presso la residenza del suo primo amante, Chanel incontrò quello che viene considerato l’amore della sua vita, Boy Capel.Poi lasciato perchè l’aveva messa davanti alla scelta lavoro o amore e inconsapevolmente lei scelse la prima.

« Non era una sarta, ma una creatrice di moda: ”Per prima cosa io non disegno” ripeteva: ”non ho mai disegnato un vestito. Adopero la mia matita solo per tingermi gli occhi e scrivere lettere. Scolpisco il modello, più che disegnarlo. Prendo la stoffa e taglio. Poi la appiccico con gli spilli su un manichino e, se va, qualcuno la cuce. Se non va la scucio e poi la ritaglio. Se non va ancora la butto via e ricomincio da capo… In tutta sincerità non so nemmeno cucire. »

Durante la prima guerra mondiale Chanel era l’unico negozio di abbigliamento rimasto aperto e offriva capi di vestiario che in quella situazione si presentavano pratici e adatti alle esigenze.
«Non attinse il suo stile dalle classi più povere, ma dal genere umano»
« Finiva un mondo, un altro stava per nascere. Io stavo là; si presentò un’opportunità, la presi. Avevo l’età di quel secolo nuovo che si rivolse dunque a me per l’espressione del suo guardaroba. Occorreva semplicità, comodità, nitidezza: gli offrii tutto questo, a sua insaputa. »

L’incontro tra Misia e Coco avvenne durante una serata organizzata a casa di una conoscenza comune.Maria Misia Sophie Olga Godebska Natanson Edwards Sert, pianista russa, aveva fatto il suo ingresso nel mondo dell’arte in seguito al suo matrimonio con il fondatore della rivista d’avanguardia, Revue Blanche, Thadèe Natanson. Quando la festa si concluse, Chanel mise il suo cappotto e Misia non rimase indifferente al capo. La donna polacca elogiò la giacca della stilista e Chanel se la levò di dosso per regalargliela. Grazie a questa amicizia, Chanel poté fare la conoscenza di figure come Paul Morand, Pablo Picasso, Jean Cocteau, Max Jacob e Igor Stravinsky (col quale, nel 1921, ebbe una relazione).

Nel 1918, Chanel rese al suo amante la somma completa che le aveva prestato. Lo stesso anno Capel si fidanzò con la giovane Diana Lister Wyndham, per rafforzare la sua posizione sociale e la sposò in ottobre. Tuttavia anche dopo il matrimonio, Capel e Chanel non interruppero la loro frequentazione. La relazione si protrasse fino al 1919.

Quell’anno, nella notte, Capel ebbe un grave incidente stradale e perse la vita, Chanel ricevette la notizia nella notte e partì immediatamente verso il luogo dell’incidente, dove arrivò solo all’alba di tre giorni dopo. Sulla strada c’erano ancora i resti dell’incidente, presso i quali Coco pianse il suo amante. Probabilmente a causa della grave perdita Mademoiselle si buttò a capofitto nel lavoro.

Negli anni venti, Chanel lanciò la moda del capello corto. Fu una fatalità. Essendosi accidentalmente bruciata i capelli su un fornello, tagliò anche il resto. Dopo poco tempo le giovani donne alla moda imitarono il suo taglio.

Nel 1925 Chanel inizia la frequentazione del duca di Westminster, Hugh Richard Arthur Grosvenor, noto come Bendor. Fu lui che fece nascere in lei l’interesse per il tweed scozzese.

Negli anni venti, Coco intraprese un relazione col Granduca Dmitrij Pavlovič, cugino dello zar Nicola II, che conobbe a Biarritz.

Nel 1921 uscì sul mercato il suo profumo Chanel N°5, messo a punto con l’aiuto del profumiere Ernest Beaux, presentatole da Pavlovitc. Beaux era figlio del profumiere dello Zar, emigrato in Francia a causa della Rivoluzione russa, e aveva realizzato in Russia (non ancora Unione Sovietica) un Eau de Catherine – nome poco consono ai tempi e al luogo – che, con qualche accorgimento, sarebbe diventato il profumo di cui era alla ricerca Coco in Francia.La fragranza prese il nome di N°5 in quanto corrispondeva alla quinta essenza scelta da Chanel (ma si dice anche che il 5 fosse il suo numero preferito).

« Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche. » Protagonista della rivoluzione femminile

«Prendendo i vestiti maschili e dando loro una piega femminile, Coco diede anche un significante contributo al movimento femminile. […] Non si volle mai descrivere come femminista, ma la sua rivoluzione nel disegno dell’abito femminile […] coincise con l’esplosione del movimento femminista»

Negli anni trenta Chanel si dedica alla realizzazione di gioielli. Fino a quel momento la stilista aveva proposto — in abbinato ai suoi capi — pezzi di bigiotteria, come i gioielli di cristallo, pietre finte, collane di perle false e catenelle dorate.

Il 29 ottobre 1929 l’America assistette al crollo di Wall Street e le ripercussioni europee si iniziarono a percepire solo all’alba degli anni trenta. Chanel risentì della Depressione e partì alla volta di Hollywood, per un ingaggio come costumista. Rientrò a Parigi due anni dopo e fu allora, a partire dal 1934, che propose alla sua clientela gioielli veri.

Dopo quella con Bendor, Chanel intraprese una relazione con Paul Iribe, caricaturista basco, che insieme all’amico della stilista, Cocteau, fondò la rivista Le Mot.
Ma  Paul muore giocando a tennis sotto gli occhi di Chanel, che inconsolabile dopo la perdita dell’amante

«per combattere le sue insonnie, […]si mette ad abusare di Sédol, un ipnotico a base di morfina del quale presto non si potrà più liberare».

Chanel non fu solo una grande stilista, ma impiegò il suo talento anche nelle opere teatrali e cinematografiche. L’esordio risale al 1911, quando il suo cappello di paglia entrò sulla scena di Bel Ami, di Guy de Maupassant, adagiato sul capo dell’attrice Gabrielle Dorziat.

Con l’avvento della seconda guerra mondiale, Chanel chiuse il suo atelier, per riaprirlo solo alla fine del conflitto. Nel 1939, fuggì da una Parigi bombardata, per farvi ritorno nell’agosto del 1940.

ED E’ QUI CHE In quegli anni, Coco intraprese una relazione con una membro del controspionaggio nazista, Hans Günter von Dincklage, detto Spatz, e in seguito si legò a uno dei giovani capi delle SS, Walter Schellenberg.
Voleva servirsi degli agganci che aveva nell’ambiente inglese e in quello tedesco per mandare in porto la sua strategia di pace, escogitata insieme a Theodor Momm.

L’operazione prese il nome di Modellhut.Il piano prevedeva che la trattativa si dovesse svolgere in Spagna. Lì però l’accompagnatrice di Chanel — Vera Lombardi — la tradì denunciandola all’Intelligence come un’agente tedesca. In seguito all’operazione Modellhut, nel 1944 le FFI (Forze Francesi dell’Interno) arrestarono Chanel, proprio per le sue relazioni con spie nemiche. Venne rilasciata dopo un interrogatorio di tre ore.

Nel 1945, Chanel raggiunse Spatz in Svizzera, dove rimase in “esilio”. Nel 1953 partì per New York.

Negli anni in cui Chanel si assentò dal panorama della moda, si affacciò con le sue stravaganti proposte Christian Dior, che nel 1946 aprì il suo salone a Parigi. La risposta creativa di Dior alla guerra giunse nel 1947, con il suo New Look , che rinviava al passato, al busto della Belle Époque e alle gonne lunghe.Chanel non apprezzerà il recupero dei vecchi canoni e « di Dior dirà che “addobba delle poltrone, non veste delle donne: l’eleganza è ridurre il tutto alla più chic, costosa, raffinata povertà” ». Fu un vestito da ballo realizzato con una tenda di taffetà a segnare il suo ritorno. Nel 1953, Marie-Hélène de Rotschild, figlia di Edmond e Maggy van Zuylen, si apprestava a partecipare al ballo più importante dell’anno con un abito che Chanel definì un «orrore».Coco si improvvisò sarta e con il tessuto di una tenda cremisi, cucito direttamente sul corpo della giovane donna, realizzò per lei un nuovo vestito. Il giorno dopo, Marie-Hélène disse a Chanel quale scalpore avesse suscitato il suo abito.

Nel 1954, ormai quasi settantunenne, Chanel riaprì la sua maison e si ripresentò al suo pubblico con una nuova collezione, che presentò il 5 febbraio del 1954. I 30 modelli sfilarono davanti agli occhi di una folla di compratori, fotografi e giornalisti. La prima reazione dei critici francesi fu assolutamente negativa, a causa del ricorrere dei vecchi temi. Ben presto però i consensi iniziarono ad arrivare dall’America e Chanel tornò ancora una volta di moda.

La proposta di Chanel nell’anno della sua riapertura è il tailleur in tweed, con una gonna che riacquista un poco di lunghezza sotto il ginocchio, la giacca corta e i bottoni dorati.

Nel 1955, Mademoiselle ottenne un altro successo, dando vita ad un altro intramontabile accessorio firmato Chanel: la borsetta 2.55. L’innovativo design si ispira, nella pura tradizione Chanel, al guardaroba maschile: per dare volume alla sua pochette, la stilista prese esempio dalle giacche che gli stallieri indossavano agli ippodromi. La borsa matelassé – ovvero trapuntata – presentava l’aggiunta di una tracolla, che consisteva in una catenella di metallo, intrecciata al cuoio.
« Mi sono stancata di dover portare la mia borsa in mano[…] quindi ho aggiunto sottili cinturini, cosicché possa essere usata come una borsa a tracolla. »

Chanel morì il 10 gennaio 1971 in una camera dell’Hôtel Ritz, all’età di 87 anni. Lasciò il suo patrimonio alla fondazione Coga, creata nel 1965 a Vaduz. In seguito alla sua morte la maison venne gestita dai suoi assistenti.

E voi che ne pensate????

Le informazioni che avete letto sono state prese da wiki e dal film Coco che vidi tempo fa.

Mi stupisce il fatto che a scuola non ne parlino per niente, o almeno, da me è stato così. E da voi?

Conoscevate il fatto che avesse fatto tutte queste cose qui??

p.s scusate il poema, ma ci tenevo a condividere con voi…  oggi il 10 gennaio anniversario della sua  scomparsa.

A.

 

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7 pensieri riguardo “Cosa vi viene in mente se vi nomino Coco? Una delle donne con la vita più avventurosa di un protagonista fantasy? No? Beh…10 gennaio 1971 scomparve lei…

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