#Rimedi naturali per le piante 2 il/la propoli

Buon salve o per molti e molte anche buona notte e sogni d’oro(?) è un articolo notturno questo 😛

Qualche giorno fa vi parlavo di un metodo alternativo per scacciare i parassiti dalle piante #madeinhome con l’aglio, parlandovi della mia piccola e attaccata pianta di menta…

Qui trovate l’rticolo ->Diciamo basta ai rimedi chimici contro i parassiti nell’orto…io ci tengo alla mia salute.

Ebbene ero curiosa di provare quel metodo che prevedeva di fare un decotto di aglio da spruzzare sulle foglie e sulla terra. Quello che all’inizio sembrava funzionare alla fine non è stato così(?).

Dopo una settimana l’infestazione da “pidocchi” è continuata, anzi…sembravano quasi apprezzare l’aglio che spruzzavo…sia loro, che i moscerini che attiravano.

E allora…cosa ho provato?

Ecco le mie alternative!

SOS MENTA

  1. Nella settimana in cui ho spruzzato il decotto di aglio sulla pianta, non so se ho sbagliato io le dosi o cosa, ho preso i pezzi di aglio che avanzavano e li ho piantati nella terra…si dice che questi “dovrebbero” disinfestare la terra e adirittura disinfettarla: fatto!
  2. Dopo una settimana la piantina, un po’ rovinata dagli insetti, ma comunque di un verde splendente dopo l’assunzione di acqua di aglio, ha subito una potatura drastica. Armata di forbici ho tolto le parti rovinate e infestate, la pianta sotto sotto presentava getti nuovi. Consiglio: nn fatelo…mai! Durante un’infestazione di pidocchi sopratutto. Perchè? Questi infamoni cadono sulla terra e una volta che avrete finito, nonostante io abbia anche bagnato tutto il terreno con l’acqua di aglio…il giorno dopo erano ricoperte fino alla terra di esserini in coda per il banchetto.
  3. Sono ricorsa a un altro metodo #madeinhome, con l’idea di base che o crepa per gli insetti o crepa per le mie cure sbagliate…ma voglio sperimentare! Avete mai sentito parlare del propoli?

“Il pròpoli (o la pròpoli o meno frequentemente pròpolis, calcato su altre lingue europee e dall’originale lemma greco antico) è una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante. Si tratta quindi di una sostanza di origine prettamente vegetale anche se le api, dopo il raccolto, la elaborano con l’aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dal loro stesso organismo. Il colore può variare moltissimo nelle tonalità del giallo, del rosso, del marrone e del nero. L’odore è fortemente aromatico.

  • Antisettico: contenimento in modo naturale di vermi (antielmintico) batteri (antibiotico) e di funghi (antimicotico), accentuazione delle auto-difese delle piante, riduzione della formazione delle gommosi fisiologiche delle drupacee
  • Protettivo: formazione di una pellicola cerosa idrorepellente di difesa sulla superficie dei frutti che ostacola lo sviluppo dei patogeni
  • Cicatrizzante: rapido asciugamento e cicatrizzazione delle ferite provocate da tagli di potatura, eventi climatici, (grandine, vento, ecc.), punture di insetti.
  • Attrattivo per le api: la caratteristica profumazione attrae gli insetti impollinanti favorendo una naturale fecondazione del fiore (la presenza di boro favorisce l’allungamento del budello pollinico). Fonte Wikipedia”

Con 10 gocce di propoli in 500ml di acqua si può tranquillamente lavare le foglie della pianta e innaffiare la terra…e così ho provato! Avevo una boccetta di propoli che ho usato con l’ultimo mal di gola…io amo il propoli. E’ molto, molto efficace per le patologie della gola…infiammazioni e co. Si trova in farmacia e erboristeria!

Insomma con un bel guanto e la mia bella acqua al propoli sono andata a fare il “bagnetto” alla pianta…lavando voglia per foglia sia sopra che sotto e a innaffiare il terreno.

Domani si vedrà l’effetto! Speriamo funzioni! 😛

E voi? Conoscete metodi alternativi contro gli insetti infestanti del giardino?

A.

 

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17 pensieri riguardo “#Rimedi naturali per le piante 2 il/la propoli

      1. Ti lascio un suggerimento che mi è venuto in mente… Se conosci qualche apicoltore nella tua zona puoi provare a chiedergli se ti vende della propoli “sporca”.
        La propoli in gocce per uso orale è un tipo di propoli molto pura che viene disciolta solitamente in alcool. Ha un costo piuttosto alto così come l’alcool in cui viene sciolta è piuttosto costoso.

        Per fare trattamenti naturali alle piante invece potresti utilizzare benissimo la propoli “sporca”, cioè quella che viene raschiata via dall’arnia nelle normali operazioni di pulizia. Molti apicoltori la buttano o comunque la vendono in grandi quantità a prezzi davvero irrisori, inoltre per scioglierla puoi utilizzare il normalissimo alcool denaturato, che costa pochissimo.
        Io la propoli che ho ricavato con la pulizia delle arnie ad esempio l’ho sciolta in alcool denaturato e l’ho utilizzata per verniciare una nuova arnia che ho acquistato.

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      2. Grazie per il suggerimento! Non sapevo che facessero così ò-ò mi racconti sempre cose nuove! Magari riuscissi a trovare la propoli sporca ed è un peccato che la buttino…non gli conviene appunto venderla invece di buttarla? P.s come fate a pulire le arnie? °^°

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      3. La propoli sporca non è altro che propoli da raschiatura. Per pulire le arnie si usa un attrezzo multiuso per apicoltura, funziona sia come leva per staccare i telaini quando bisogna ispezionarli, sia come raschietto. Le api “dipingono” l’interno dell’arnia con la propoli che raccolgono per mantenere un ambiente salubre. Oltre a questo la usano per chiudere le fessure e anche per confinare, e addirittura imbalsamare, gli ospiti indesiderati che non riescono a portare fuori dall’arnia. Quando si pulisce l’arnia durante l’ispezione quindi si raschia via molta propoli. Si tratta di propoli non pura in quanto contiene frammenti di api morte e schegge di legno e quindi non è adatta per essere ingerita, ma può essere utilizzata in altri modi. Qui se vuoi trovi alcuni annunci di persone che vendono propoli da raschiatura: http://www.apicolturangrisani.it/piccoli-annunci/14-propoli.html

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      4. Quindi quando per esempio cè una zanzariera e ci sono i fori otturati in arancione è propoli?o.o in montagna mi succedeva così xD non sapevo imbalsamassero gli ospiti indesiderati

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  1. Solitamente la propoli viene utilizzata all’interno dell’arnia, mentre una cosa che le api fanno solamente all’esterno dell’arnia è defecare XD Quindi penso sia probabile che i fori otturati di arancione non fossero altro che feci.
    La propoli è facilmente distinguibile per la consistenza (dura e fragile come il vetro a temperature basse, gommosa ed appiccicosa al salire della temperatura), e per l’odore fortemente balsamico.
    A volte capita che le falene “testa di morto” entrino nell’alveare per rubare un po’ di miele. È stato documentato che le api dopo aver scoperto l’intruso ed averlo ucciso, se è piccolo lo sbattono fuori dal nido, altrimenti provvedono a mettere in sicurezza il cadavere in modo che non diventi una fonte di batteri e germi, poiché ciò andrebbe ad intaccare l’equilibrio interno dell’alveare. Il loro modo di mettere in sicurezza il cadavere è proprio quello di ricoprirlo di propoli, e funziona!

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    1. Sarebbe infantile urlare un che schifooooo se era cacca di ape? 😛 quelle falene fanno la fine dell’uomo nella leggenda! xD anche se forse un po’ più drastica….Insomma deduco che l’odore che si sente dal propoli in boccettina sia alterato dal alcol e si senta poco il profumo originale ?

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      1. Esattamente, l’alcool copre quasi totalmente l’odore della propoli. La cacca la fanno solo fuori dall’alveare, pensa che in inverno la tengono per giorni e giorni in attesa di una bella giornata che le permetta di uscire a “scaricare” 😀

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  2. Hanno visto che all’interno dell’arnia non c’era la toilette XD
    Scherzi a parte, studiando la biologia dell’ape hanno osservato che le api nell’addome posseggono un’ampolla rettale in grado di trattenere le deiezioni anche per settimane, qualora le condizioni atmosferiche fossero avverse (come ad esempio in inverno). Sono animali estremamente puliti ed igienici, e quando capita di trovare feci all’interno dell’alveare significa che le api sono malate.

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      1. È un discorso piuttosto complesso ma diciamo che quando è possibile vedere gli effetti all’interno dell’alveare (feci sui favi) significa che molte api sono già compromesse e non ci si può fare praticamente nulla. Lo sviluppo della malattia è favorito da avverse condizioni climatiche (le api sono costrette a trattenere le feci per lungo tempo, non potendo uscire dall’alveare) ed una nutrizione scarsa o di bassa qualità.

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